(Comunicato stampa)

Presentato  ieri, a Milano,  il primo  Rapporto  Annuale di  OSWI, Observatory  for a Sustainable Water Industry. L’Osservatorio, lanciato da AGICI nel 2017, vede la prima edizione in partnership con Assistenza Casa, società appartenente al gruppo Edison  (il primo operatore energetico in Italia grazie a oltre 130 anni di storia) e partecipata dal gruppo HomeServe (leader mondiale nell’assistenza per la casa da oltre 20 anni).
L’Osservatorio  ha analizzato i  risultati economico‐finanziari  delle  55 maggiori  utility idriche.  Lo Studio evidenzia una situazione in miglioramento: i ricavi aggregati sono in crescita  (dal 2012 al 2016, +27,2%) così come la marginalità; la PFN aggregata delle Monoutility  è in sensibile diminuzione nel periodo 2012‐2016 (‐27,2% nel periodo). Gli investimenti aggregati  sono in costante crescita dal 2012: + 7,8% su base annua. In  un contesto  di buone performance  economiche le 55 aziende  hanno utilizzato parte delle risorse  per rispondere alle sfide del cambiamento  climatico: quasi la totalità ha effettuato interventi per riduzione delle perdite, distrettualizzazione e telecontrollo; 30 fanno uso di energie rinnovabili, 24 hanno effettuato interventi di efficienza energetica, 26 riutilizzano i fanghi e 23 il biogas prodotti nei processi di depurazione.
Per  il futuro,  la  sfida  cruciale  è integrare  completamente il  cambiamento climatico  nella pianificazione delle infrastrutture e la programmazione delle attività operative e istituire  forme di cooperazione sempre più strette tra utility,  settore agricolo, industria, governo, ARERA e cittadini, nell’ottica di una Strategia Idrica Nazionale.
Le  previsioni  del  Centro  Euro‐Mediterraneo  per i Cambiamenti  Climatici (CMCC) presentano aumenti delle  temperature tra i 3°C e i 6°C per il bacino del Mediterraneo entro la  fine del XXI secolo rispetto allo stesso periodo del secolo precedente.  Nel 2016 le precipitazioni cumulate annuali in Italia sono state complessivamente  inferiori alla
media  climatologica  del 6% circa (‐1%  circa al Nord, ‐8% al  Centro e circa ‐11% al Sud  e nelle Isole).

Nel  primo  semestre  del 2017 è  venuto a mancare  il 50% delle precipitazioni  piovose rispetto alla media, corrispondenti a 20 miliardi di metri cubi. Al Nord addirittura si è raggiunto il 72% in meno. Durante  il workshop  Assistenza Casa  ha presentato i risultati  dell’Osservatorio Home Services realizzato  nel 2017 (prima edizione) e approfondito con  una seconda edizione nel 2018, che consiste in  una analisi empirica condotta con interviste sulla  consapevolezza e comportamenti degli italiani in tema di servizio idrico integrato.  

Lo studio, che nel 2017 ha avuto come obiettivo monitorare  e fotografare le abitudini e le necessità delle famiglie  italiane in tema di manutenzione e gestione degli impianti domestici di gas, luce e acqua è stato arricchito nel 2018 con  un’esplorazione sul consumatore finale per comprendere quali siano oggi le paure degli italiani rispetto agli eventi che possono accadere in casa o fuori casa, analizzando quelle che sono considerate  le vere preoccupazioni all’interno della propria abitazione piuttosto che “fastidi”.
Inoltre ha studiato il panorama degli impianti a gas, elettrico ed idraulico con particolare  focus sul tema idrico per comprendere come si inserisce in questo panorama, rispetto ai cambiamenti del contesto sia climatico e ambientale sia di offerta delle utilities.
Quali  sono le  strategie del  servizio idrico  italiano rispetto  al cambiamento climatico?  È vero che le utility spesso non sono pronte a fronteggiare l’emergenza idrica ed eventi meteorologici estremi? È possibile parlare di  percorsi di eccellenza e di processi di miglioramento? Queste alcune delle domande al centro del primo Studio idrico presentato ieri in occasione del Workshop OSWI diretto da Andrea Gilardoni e Marco Carta.
Hanno  partecipato: Antonio  De Bellis  (ABB), Donato  Pasquale (Schneider  Electric),  Luisa  Russo (Acqua Campania),  Andrea  Gambi (Romagna  Acque),  Giorgio  Martino (ACEA  – ATO2),  Franco  Fogacci (HERA), Lorenzo Persi (MM), Armando Quazzo (Smat), Paolo Franco (Confservizi Lombardia), Elena Gallo (ARERA), Paolo  Carta (Utilitalia), Stefano Fumi e Giovanna Marzolla (Assistenza Casa), Andrea Gilardoni,  Marco Carta e Paolo Cutrone (AGICI).

La costante domanda di acqua e i cambiamenti climatici degli ultimi anni hanno rappresentato per l’Italia rilevanti  fattori di pressione sulle risorse idriche disponibili, sempre  più ridotte e prossime ai limiti di sostenibilità in alcune aree del Paese. Secondo le valutazioni del CNR, si tratta di scenari di siccità ai quali assisteremo sempre più  frequentemente in futuro con: oscillazioni nella disponibilità delle risorse idriche, concentrazione nella distribuzione delle piogge lungo l’arco dell’anno, fenomeni atmosferici  più intensi e circoscritti (le cosiddette “bombe d’acqua” e grandinate). Una situazione  che genera disequilibri  fra la ricarica degli acquiferi e/o delle  riserve idriche superficiali e i prelievi di acqua per gli usi diversi da quelli domestici.

 

Il quadro che emerge dallo Studio è riassumibile in due punti. In primo luogo, il settore idrico ha visto un miglioramento continuo nelle performance economico‐finanziarie e un aumento degli investimenti di tutte le aziende del campione: monoutility e multiutility (piccole, medie, grandi) e dei grossisti. In secondo luogo, i gestori –  soprattutto di dimensioni medie e grandi – stanno intraprendendo tutta una serie di iniziative che possono portare a creare un servizio idrico più resiliente e moderno, anche se nella maggior parte dei
casi  tali sforzi  sono ancora nelle  fasi preliminari e spesso  realizzati in base a specifiche  esigenze.


Considerando le strategie di adattamento, è evidente la tendenza a rivolgersi a fonti di energia rinnovabile e a intervenire sui consumi energetici, sia dal punto di vista organizzativo che dal punto di vista strutturale. Nel  caso delle infrastrutture, la quasi totalità dei gestori esaminati sta effettuando degli interventi importanti sulle reti e sugli impianti di potabilizzazione, ha tra le priorità strategiche la riduzione  delle perdite e ha intrapreso azioni per estendere la distrettualizzazione delle reti e il monitoraggio dei flussi tramite  sistemi intelligenti.  Anche il settore della  depurazione è interessato  da una serie di progetti che riguardano il riuso delle risorse. Tali  azioni  sono già  un buon punto  di partenza, ma  devono essere accompagnate  anche da uno sforzo collettivo  di coordinamento che coinvolga il  settore agricolo, l’industria, il governo,  ARERA e i cittadini, nell’ottica di una Strategia Idrica Nazionale.


“Il  Rinascimento  del Servizio Idrico  Italiano non deve passare  solo dagli aspetti economico‐finanziari,  ma anche da quelli di natura tecnica – ha dichiarato il Prof. Andrea Gilardoni, Presidente di AGICI e dell’OSWI. Tali aspetti – ha continuato Gilardoni – sono fondamentali nella costruzione di un settore idrico resiliente e moderno;  e anche in questo frangente ARERA si è mostrata come propulsore del cambiamento e miglioramento del comparto. Auspichiamo che questo ruolo si preservi e si rafforzi anchenel futuro”.
“Il cambiamento climatico sta ponendo al settore idrico sfide enormi e forse mai viste – ha affermato Marco Carta, Amministratore Delegato di AGICI. Dallo Studio emerge – ha continuato Carta – che per farvi fronte sono  innanzitutto necessarie buone pratiche per gestire al meglio gli asset esistenti quali un attento monitoraggio di infrastrutture, consumi energetici e perdite nonché il potenziamento del sistema fognatura‐ depurazione.   Una volta ottimizzato l’esistente, si può pensare di andare oltre e le tecnologie già oggi lo permettono: IoT, big data, digitalizzazione possono essere i tasselli di un percorso delle utility idriche italiane verso l’eccellenza”.


Observatory for a Sustainable Water Industry (OSWI)
L’Osservatorio fornisce un quadro aggiornato e sistematico sulle dinamiche in atto nel settore idrico italiano attraverso l’analisi  delle best practices e delle strategie delle più importanti aziende del comparto, da un punto di vista economico, tecnologico e ambientale.

Il punteggio