Acqua, clima e salute: una sfida globale per salvare 250.000 morti all’anno

da | 3 Dic , 2018 | Fiumi, In evidenza, News, Siccità

Dai problemi di approvvigionamento e di scarsità delle riserve idriche a quelle di salute legate ai cambiamenti globali, la tre giorni scientifica internazionale che si apre da domani 3 dicembre all’Istituto Superiore di Sanità a Roma vuole arrivare a definire una vera e propria Carta Internazionale per sensibilizzare l’opinione pubblica e i decisori politici in merito ai rischi legati al cambiamento climatico e al loro impatto sulla salute delle popolazioni.  

“Questa è una giornata molto importante perché per la prima volta la comunità scientifica, che ormai da tempo concorda nel ritenere tra i problemi sanitari più rilevanti gli effetti del clima sulla salute, si riunisce per indicare le azioni prioritarie che devono essere messe in atto sulla base delle evidenze scientifiche – ha spiegato Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità -, per esempio, l’Organizzazione Mondiale della Sanità oggi ci dice che circa 250mila morti l’anno nei prossimi vent’anni saranno attribuibili, direttamente o indirettamente al cambiamento climatico. Come scienziati abbiamo il dovere di richiamare l’attenzione su questo problema, farlo diventare una priorità e indicare strategie per invertire questa drammatica tendenza prima che sia troppo tardi”. 

All’evento di Roma sono attesi oltre 500 ricercatori da tutto il mondo. Al termine dei lavori verrà adottata un documento, la Carta di Romabasato sulle evidenze scientifiche con le raccomandazioni e le azioni necessarie per contrastare e contenere i rischi sulla salute prodotti dai cambiamenti climatici.

Zanzara tigre Aedes albopictus

Photograph by  FotoshopsTofs via pixabay

L’Italia “laboratorio” per studiare gli effetti dei cambiamenti climatici. In tutto il Sud Europa, Italia inclusa, i cambiamenti climatici stanno causando un aumento degli eventi meteorologici estremi come ondate di calore, piogge intense e allagamenti costieri, una espansione di nuove specie di vettori di malattia e sono associati ad un peggioramento della qualità dell’aria e al rischio incendi aggravato dalla siccità. Secondo le stime più recenti in Italia entro il 2100 i giorni di ondata di calore aumenteranno in modo esponenziale, da 75 fino a 250 giorni all’anno, secondo i due scenari estremi di più basse e più alte emissioni di gas serra. Il “profilo italiano” sul clima che cambia e il suo impatto sulla salute mette in evidenza come l’Italia, per la sua posizione geografica, per l’estensione longitudinale, le sue caratteristiche orografiche e idrografiche, l’estrema eterogeneità meteo-climatica, lo stato diffuso di inquinamenti post-industriali, unito a una vulnerabilità idro-geologica e sismica, è un vero e proprio laboratorio di ricerca sull’impatto del cambiamento climatico sulla salute. Mostra in modo chiaro e inequivocabile come siano necessarie, per tutelare la salute umana, azioni specifiche di prevenzione, politiche e strategie nazionali di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici in atto

“I cambiamenti climatici sono la vera minaccia globale di questo secolo e attraversano tutta la condizione umana e ambientale”

Con gli eventi estremi si diffondono le infezioni. Un effetto potenzialmente associato al surriscaldamento globale dovuto all’emissione di agenti inquinanti è la maggior facilità di diffusione delle malattie, favorite anche dall’aumento, grazie alle condizioni climatiche, di molti insetti vettori. In Europa, per esempio, si prevede l’aumento della diffusione della zanzara tigre e con essa le patologie che la puntura di questo insetto comporta.

Studi recenti sugli effetti a medio termine hanno evidenziato un aumento dell’incidenza di malattie infettive nella popolazione correlato con il verificarsi di eventi estremi. Tutti gli effetti indotti dagli eventi estremi sono registrati a livello internazionale in banche dati come ad esempio “The International Disasters Database – EM- DAT”. Già nel 2010 l’ISS ha analizzato i numeri di casi per malattie trasmesse da agenti legati in modo diretto o indiretto all’acqua, pubblicati nella banca dati del Ministero relativi ad alcune malattie nel periodo 2003/2009, e si è visto, correlandoli ai dati presenti nel database delle alluvioni che l’incidenza di alcune patologie infettive (Epatite A, legionellosi, Malattie infettive) era incrementata in alcune regioni dove si erano verificati importanti eventi alluvionali. In Italia, stima il CNR, dal 2010 ad oggi 45mila persone sono state evacuate a causa di eventi meteo estremi o a questi legati.

Un gasdotto attraversa una palude

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La salute dei bambini è ancora più a rischio di quella degli adulti. I bambini piccoli sono più vulnerabili rispetto ai cambiamenti climatici perché alcuni organi e apparati come per esempio l’apparato respiratorio o il sistema di termoregolazione sono ancora in via di sviluppo e perché è, in generale, ancora in corso lo sviluppo fisico, mentale e cognitivo. Inoltre i bambini hanno, rispetto agli adulti, una maggiore esposizione per unità di peso corporeo, ed è quindi più probabile che, a parità di esposizione, per loro vengano superate le dosi soglia di rischio. Secondo l’OMS nel mondo circa il 50% dei decessi in età pediatrica è causato da diarrea, malaria e infezioni delle basse vie respiratorie, tutti fattori di rischio associati ai cambiamenti climatici.

Le esposizioni precoci a fattori di rischio ambientali nei primi tre mesi di vita possono avere effetti irreversibili che si ripercuotono nel corso della vita da adulto.

I cambiamenti climatici influenzano la salute respiratoria dei bambini attraverso vari meccanismi: per effetto delle ondate, degli incrementi di eventi meteorologici estremi come piogge intense e allagamenti e del conseguente aumento dei livelli di umidità e muffe nelle abitazioni, per un effetto dei pollini per un ampliamento dell’areale delle piante allergizzanti verso nuove aree e per un prolungamento della stagione pollinica. Tra questi, le ondate di calore sono il fattore di rischio più studiato: broncospasmo e irritazione delle vie aeree possono essere direttamente scatenati dal caldo e dall’ozono atmosferico, che aumenta in concomitanza delle ondate di calore. In Italia uno studio che ha valutato gli effetti del caldo sui ricoveri ospedalieri in bambini residenti in 12 aree ha evidenziato un significativo incremento del 12% nei ricoveri pediatrici per cause respiratorie, associato ad una variazione della temperatura giornaliera (pari in media a un incremento di circa 4 gradi °C).

Aumentano le malattie trasmesse dall’animale all’uomo. Le zoonosi, ovvero le malattie infettive trasmesse dagli animali all’uomo – causate da batteri, virus, parassiti o prioni – sono una categoria patologie fortemente influenzate dai cambiamenti climatiche. Sebbene le conoscenze attuali non consentano di predire nella sua complessità l’impatto dei cambiamenti climatici sulle zoonosi, per alcune di queste malattie le evidenze disponibili sono numerose e solide. È il caso delle zoonosi trasmesse da vettori invertebrati (zanzare, zecche, pulci e altri artropodi ematofagi). Il clima influenza il comportamento, il tasso di sopravvivenza e riproduzione dei vettori, influenzando a sua volta l’idoneità, la distribuzione e l’abbondanza degli habitat. Numerosi studi hanno dimostrato che i pattern di trasmissione di malattie quali le encefaliti da zecche, la febbre della Rift Valley, la malattia di Lyme, la malattia West Nile, sono fortemente influenzati dalle condizioni climatiche. Oltre alle zoonosi trasmesse da invertebrati, anche zoonosi a trasmissione diretta, quali le infezioni da hantavirus, veicolate all’uomo dal contatto con roditori selvatici, possono essere influenzate dai cambiamenti climatici. Nel Nord Europa, è stato infatti osservato che grandi focolai umani di febbre emorragica da hantavirus – malattia che riconosce i roditori come ospiti naturali – coincidono con i picchi di crescita delle popolazioni di roditori, favoriti dalle temperature invernali più miti. Nell’Italia settentrionale è stato registrato un recente e improvviso incremento della sieroprevalenza per hantavirus in topi selvatici. Anche molti agenti zoonotici veicolati all’uomo dall’acqua e dagli alimenti, come Salmonella spp, Campylobacter jejuni, E. coli, Norovirus, mostrano specifici pattern stagionali di incidenza. Uno studio condotto sui dati provenienti da diversi paesi europei ha mostrato che i casi di salmonellosi umana aumentavano del 5-10% per ogni grado di aumento della temperatura media settimanale.

A rischio la sicurezza dell’acqua potabile e l’approvvigionamento. Gli effetti del cambiamento globale del clima sulla disponibilità e qualità delle acque, sull’igiene e la gestione dei reflui, colpiscono direttamente la salute. Le malattie legate all’acqua clima-dipendenti, trasmissibili e non, sono uno dei principali killer nel nostro pianeta. Preoccupa l’atteso incremento delle malattie diarroiche, che oggi uccidono 2,2 milioni di persone ogni anno, combinato con numerose altre malattie gravi, tra cui il tracoma – un’infezione agli occhi che porta alla cecità circa 1,5 milioni di individui l’anno.  Nel 2017 i quattro principali bacini idrografici italiani (Po, Adige, Tevere e Arno) hanno visto diminuire le portate medie annue di circa il 40% rispetto alla media del trentennio 1981-2010. Sempre lo scorso anno è stato richiesto lo stato di emergenza da 6 regioni su 20 per carenze idriche anche nel settore potabile, per effetto delle quali si sono verificate interruzioni e razionamenti della fornitura: aree e comunità storicamente mai interessate da scarsità di risorse idriche, sono state colpite da limitazioni di accesso all’acqua e ai servizi igienici, e diversi problemi di qualità dell’acqua per il consumo umano, con potenziali rischi sanitari. L’OMS indica la minaccia alla sicurezza degli approvvigionamenti idrici già oggi estesa a più di tre quarti della popolazione mondiale, e gli scenari sul clima dei prossimi decenni (proiezioni IPCC a 1,5° o 2° C) esacerbano il rischio. Incrementi delle temperature, precipitazioni meteoriche di maggior frequenza e gravità, con fenomeni sempre più difficilmente prevedibili, scioglimenti dei ghiacciai, drastiche alterazioni di portata e flusso dei corsi d’acqua, alterazioni nell’alimentazione dei corpi idrici sotterranei, sono fattori sinergici sempre più critici per la ricarica e l’inquinamento dei bacini (ad esempio a causa della proliferazione di alghe tossiche) e la sicurezza di sistemi idro-potabili, fognatura e depurazione.

Appena un mese fa i detriti che sono stati trasportati nel corso della perturbazione Vaia, hanno prodotto danni rilevanti alle dighe che servono da bacino della città di Palermo. Per alcuni giorni il servizio idrico in città e in provincia è stato sospeso. Sempre nel corso della stessa perturbazione, si sono registrati problemi di potabilizzazione delle acque in diverse provincie. 

 

 

Il punteggio