Due pozzi d’acqua nel comprensorio della Barbuta nel Municipio VII risultano inquinati da sostanze chimiche altamente tossiche per l’uomo e per questo la Sindaca, Virginia Raggi, ne ha ordinato la chiusura. A darne notizia è l’Agenzia Nova secondo la quale “la presenza dei contaminanti è emersa da alcuni controlli effettuati dall’Arpa Lazio nei mesi scorsi”. Il primo pozzo sarebbe “di proprietà di una cooperativa – si trova nelle vicinanze dei pozzi di captazione della concessione mineraria denominata “Appia”, mentre il secondo – in uso a una Srl – è all’interno dell’area di concessione mineraria denominata “Santa Maria alle Capannelle” si legge nell’Agenzia. Nessuno dei pozzi – come si legge nell’ORDINANZA (N.206 DEL 07 DIC. 2018) – appartiene alle società che in quella zona attingono acqua minerale che viene poi imbottigliata e distribuita.

La sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha disposto il divieto di utilizzo di entrambi gli impianti. I pozzi risultano contaminati da sostanze come triclorometano (cloroformio), dicloroetilene (dicloruro di vinilidene), tricloroetilene (trielina), tetracloroetilene. Si tratta di sostanze chimiche che vengono utilizzate ad esempio nelle lavanderie a secco industriali o nelle industrie o impianti dove vengono sgrassati metalli o plastiche. Il Campidoglio ha dato disposizioni in ordine alle attività necessarie per identificare il responsabile della contaminazione. Saranno inoltre effettuate ulteriori indagini conoscitive, allargate sia alle due aree di concessione mineraria “Appia” e “Santa Maria alle Capannelle”, sia alle eventuali fonti di adduzione di acqua presenti all’interno dell’adiacente Villaggio della Solidarietà “la Barbuta”.

La contaminazione sembrerebbe essere confinata nei due pozzi oggetto dell’ordinanza. “Le analisi che ha effettuato di recente l’Arpa Lazio – ha spiegato Sabato Gioia della società titolare della Concessione di Santa Maria alle Capannelle – sono perfettamente in regola”.

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