Da alcune settimane, potremmo dire mesi, sul versante meridionale delle Alpi, ovvero quello italiano, non si verifica una nevicata degna di nota. Il manto bianco presente nella maggior parte delle aree alpine italiane risale addirittura alla tempesta Vaia di fine ottobre, quando a quote elevate, oltre i 2500 metri, caddero anche oltre 200 cm di neve.

Ma da quel momento, il nulla e ora la parola siccità comincia a serpeggiare nell’aria. In molti, non solo tra gli addetti ai lavori del settore turistico, guardano verso l’alto, nella speranza che la situazione si sblocchi. Perchè proprio di blocco si sta parlando: l’anticiclone delle Azzorre si è posizionato sull’Europa centro-occidentale, riuscendo a deviare aria fredda e fronti perturbati sui Balcani, permettendo così alla neve di cadere solo sul versante settentrionale delle Alpi (qui si sta verificando l’effetto Stau, per cui le perturbazioni vengono bloccate dalle alte montagne delle Alpi, scaricando tutto il loro carico di umidità sotto forma di neve). In Austria, lo ricordiamo, sono caduti diversi metri di neve nel corso degli ultimi 10 giorni. Guardate la webcam posizionata nella piazza di Radstadt, piccolo comune austriaco di 4.941 abitanti, a quota 858 m. skm, nel distretto di Sankt Johann im Pongau (regione di Salisburgo).

Nelle prossime settimane, diciamo entro la fine di gennaio, pare che la situazione possa finalmente cambiare radicalmente e che le perturbazioni atlantiche, alimentate da aria fredda, possano trovare nuovamente la rotta del bacino Mediterraneo, passando dalla cosiddetta porta del Rodano, ben più occidentale rispetto a quella balcanica. Cosa c’è da aspettarsi? I principali modelli meteorologici prefigurano una diminuzione dei venti da nord – che per settimane, essendo favonici, ossia caldi, hanno asciugato le Alpi italiane – e un aumento delle opportunità precipitative, con neve sui monti e talvolta anche a quote piuttosto basse.

Buone notizie quindi, perchè i ghiacciai alpini, lo ricordiamo, si “ricaricano” solo durante i mesi invernali, al fine di arrivare pronti ad affrontare la grande sfida del semestre caldo, ormai sempre più caldo, che di anno in anno li porta a presentare bilanci di massa continuamente negativi.

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foto credits: tempoitalia.it

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